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IL SUCCESSO DI "TIZIANO E IL PAESAGGIO": Oltre 18.000 visitatori in cinque mesi: Pieve di Cadore celebra il suo maestro

28 Ottobre 2026
Feliciana Mariotti
Eventi
Foto: Elisa Billeci

Si chiude con numeri straordinari la mostra che ha segnato l'estate cadorina: 13.111 visitatori per la tappa estiva, 18.246 in totale con l'esposizione invernale. Le celebrazioni per i 450 anni dalla morte di Tiziano proseguiranno fino al 2027, quando il convegno internazionale tirare le somme.

Un paese di 3.500 abitanti che in cinque mesi ha accolto oltre 18.000 visitatori. Non è un dato che si commenta: si guarda. E dice molto su cosa può essere il turismo culturale in montagna quando c'è un'idea forte a sostenerlo.

Si è conclusa a Pieve di Cadore la mostra "Tiziano e il Paesaggio", evento di punta delle celebrazioni Titianus Cadorinus 450, dedicate dal paese natale al sommo artista nel 450° anniversario della morte. E i numeri, a pochi giorni dalla chiusura, meritano di essere raccontati con precisione.

I numeri

Tappa estiva — Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore, 18 luglio – 18 ottobre:

  • 13.111 visitatori
  • media giornaliera di 141 persone
  • picco di 465 visitatori il 21 agosto

Tappa invernale — aperta per un mese in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, con la Pala Gozzi di Tiziano e la xilografia La sommersione dell'esercito del Faraone: 5.133 visitatori.

Totale del progetto espositivo: 18.244 presenze in soli cinque mesi di apertura.

Numeri che restituiscono il valore scientifico e culturale della mostra curata da Bernard Aikema e Thomas Dalla Costa, e il significato identitario di un evento capace di mettere in luce il genius loci di Tiziano per tutto il Cadore. Lo conferma anche la copertura mediatica: oltre 200 articoli sulla stampa, compresi i principali quotidiani nazionali, e circa il 70% di pubblico composto da turisti giunti appositamente per la mostra.

«Tiziano partì da Pieve per diventare Tiziano ma questa non ha mai smesso di essere casa sua» — Andrea Contin, Robinson - La Repubblica, 20 settembre 2026

«Venne dalle Dolomiti il pittore d'Europa che sedusse i re e le corti» — Pierluigi Panza, Corriere della Sera

Non solo una mostra

Il percorso espositivo è stato accompagnato da una serie di iniziative che hanno trasformato l'evento in un'esperienza diffusa sul territorio: la casa natale restaurata, la Madonna con i santi di Tiziano nella chiesa arcidiaconale di Pieve, la mostra collaterale con i paesaggi cadorini negli acquerelli di Josiah Gilbert — pittore e viaggiatore inglese dell'Ottocento — e gli itinerari tizianeschi per scoprire le località che custodiscono tracce dei Tiziano e dei Vecellio.

Il calendario dell'Estate Tizianesca 2026 ha proposto oltre 36 appuntamenti tra conferenze, promenade in villa e performance di musica classica, spesso in luoghi d'arte raramente accessibili. A Pieve si sono aggiunti musica, teatro, la notte bianca, le aperture straordinarie, l'annullo filatelico, il fumetto dedicato ai bambini, il gelato di Tiziano e le convenzioni con alberghi e ristoranti.

Un'accoglienza curata in ogni dettaglio: 22 addetti tra biglietteria, bookshop e visite guidate, e oltre 10 volontari coinvolti — in particolare dal Gruppo Archeologico Cadorino, dal CAI di Pieve di Cadore e dalla Fondazione Centro Studi.

La rete che ha reso possibile l'evento

La mostra è stata promossa dalla Magnifica Comunità di Cadore e dalla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore, con la collaborazione del Comune di Pieve di Cadore e l'organizzazione generale di Villaggio Globale International. Ha il patrocinio del Ministero della Cultura e della Fondazione Dolomiti UNESCO, ed è stata sostenuta e finanziata nell'ambito dei grandi eventi dalla DMO Dolomiti Bellunesi (con Regione del Veneto, Fondo Comuni Confinanti, Provincia di Belluno e Camera di Commercio Treviso Belluno – Dolomiti), con il sostegno di Fondazione Cariverona e il supporto di numerosi partner.

Un risultato che è anche il segno della capacità di fare rete: istituzioni, operatori locali, sponsor, studiosi, professionisti e volontari uniti per un unico obiettivo.

Le parole dei protagonisti

«C'è sempre un po' di malinconia quando finisce qualcosa di bello e importante», commenta Renzo Bortolot, presidente della Magnifica Comunità del Cadore, «ma in questo caso una malinconia temperata dalla grande soddisfazione e dall'orgoglio di essere riusciti, insieme alla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore e al Comune di Pieve di Cadore, a realizzare un evento straordinario ed eccezionale, che ha celebrato nel migliore dei modi l'anniversario tizianesco e ha permesso ai cadorini di riscoprire di essere la terra natale del sommo Titianus Cadorinus. Un'iniziativa che, insieme alle tante manifestazioni collaterali, ha animato l'estate del Cadore dimostrando le grandi potenzialità di questo territorio anche nello sviluppo di un turismo culturale».

«Le due mostre dossier realizzate a Pieve di Cadore hanno rappresentato una sfida coraggiosa, superata con pieno successo grazie alla qualità dei prestiti, alla solidità del progetto scientifico ed espositivo e all'efficacia della campagna di comunicazione», ricorda Maria Giovanna Coletti, presidente della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore. «I numerosi visitatori, molti dei quali provenienti da fuori provincia, testimoniano la riuscita della strategia promozionale e l'ampia risonanza ottenuta. Il servizio di accoglienza ha accompagnato il pubblico con professionalità e competenza, riscuotendo un diffuso apprezzamento. Significativo anche l'impatto sul territorio: molti visitatori hanno usufruito dei servizi di ristorazione locali, contribuendo alle ricadute economiche generate dall'evento culturale».

«È stato un grande anno tizianesco», riafferma Sindi Manushi, sindaca di Pieve di Cadore. «Abbiamo avuto l'onore di ospitare la più importante e articolata manifestazione tizianesca degli ultimi anni, e questo ci dà un indirizzo per il futuro: la qualità scientifica della mostra, le visite guidate che offrono ai visitatori la chiave di lettura dell'esposizione, la varietà degli eventi collaterali ci responsabilizzano sulla necessità di mirare a progetti ambiziosi e di alto valore culturale. Questo su Tiziano non può restare un evento isolato: deve spingerci a pensare a un appuntamento ricorrente intorno alla figura del Maestro. Pieve di Cadore può diventare la capitale del turismo culturale dell'Alto Bellunese, rafforzando questo segmento e contribuendo alla destagionalizzazione».

E ora?

Le celebrazioni Titianus Cadorinus 450 non sono ancora concluse. Sarà il convegno internazionale di studi del prossimo anno a tirare le somme di un percorso che, tra mostre, restauri, itinerari e appuntamenti diffusi, ha ricordato al mondo una cosa semplice: Pieve di Cadore è da anni centro e punto di riferimento internazionale per gli studi e le ricerche su Tiziano. Queste sono le terre di Tiziano, e qui — come in nessun altro luogo — si possono comprendere le sue radici di uomo e di artista.

© il Notiziario di Cortina

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