LEGALITÀ NEI CANTIERI OLIMPICI Gambacurta e Saldini fanno il punto sul protocollo antimafia

Primo incontro del nuovo Direttore della Struttura per la prevenzione antimafia del Ministero dell'Interno con il Commissario straordinario di Società Infrastrutture Milano Cortina 2026. Al centro, il monitoraggio dei cantieri ancora aperti e il coordinamento con le Prefetture interessate.
C'è un lavoro che non fa notizia, e proprio per questo vale la pena raccontarlo. Si svolge nelle riunioni, nei controlli incrociati, nelle anagrafi aggiornate: è la vigilanza che tiene i grandi cantieri lontani dalle infiltrazioni della criminalità organizzata. E ieri, a Roma, ha compiuto un passo avanti.
Il Prefetto Stefano Gambacurta, nuovo Direttore della Struttura per la prevenzione antimafia del Ministero dell'Interno, ha incontrato Fabio Saldini, Commissario straordinario e Amministratore delegato di Società Infrastrutture Milano Cortina 2026 S.p.A.
L'incontro — il primo dall'insediamento di Gambacurta alla guida della Struttura — si colloca nell'ambito del protocollo d'intesa per la prevenzione delle infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti e nei cantieri delle opere olimpiche.
Sul tavolo
Il confronto ha consentito di fare il punto su tre fronti:
- lo stato di attuazione del protocollo e le attività di controllo svolte finora
- il monitoraggio degli interventi ancora in corso e delle imprese coinvolte nella filiera degli appalti
- l'aggiornamento dell'Anagrafe antimafia degli esecutori, insieme al coordinamento con i Gruppi interforze antimafia delle Prefetture interessate e con la Direzione investigativa antimafia
Le due istituzioni hanno confermato la loro collaborazione a tutela della legalità, della trasparenza e della sicurezza sul lavoro.
Il metodo
Non una verifica una volta tanto, ma un presidio continuo. È questo il senso dell'accordo raggiunto: le parti hanno concordato di proseguire con incontri periodici, per garantire un controllo costante su tutte le fasi di realizzazione delle opere.
Perché la legalità nei grandi appalti non si difende con un atto, ma con una presenza che dura — dal primo scavo all'ultimo collaudo. E nelle opere che hanno portato Cortina e le Dolomiti sotto gli occhi del mondo, questo presidio vale doppio.
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