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GASTROENTEROLOGIA DEL SAN MARTINO, ECCELLENZA CONFERMATA PER LA QUARTA VOLTA

28 Ottobre 2026
Feliciana Mariotti
Attualità

Un reparto che fa scuola: l'accreditamento SIED-ANOTE rinnovato fino al 2026

La struttura bellunese è tra le sei Unità Operative del Triveneto a fregiarsi dell'accreditamento nazionale professionale di eccellenza. Quasi 20.000 prestazioni nel 2025 tra diagnostica e interventi terapeutici, con l'intelligenza artificiale applicata alla colonscopia. Il direttore Germanà: «Una sfida continua, non la fine di un percorso».

C'è un'eccellenza che non si vede: sta nei protocolli, nella sterilizzazione tracciata, nell'aggiornamento continuo, nelle linee guida seguite una per una. E che però si misura sui pazienti. Per la quarta volta consecutiva, l'Unità Operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell'Ospedale San Martino di Belluno ottiene il rinnovo dell'accreditamento nazionale come centro di eccellenza per la gastroenterologia e l'endoscopia digestiva della SIED (Società Italiana di Endoscopia Digestiva) e di ANOTE (Associazione Nazionale Operatori di Tecniche Endoscopiche).

La prima certificazione era arrivata nel 2017, poi i rinnovi nel 2019, nel 2023 e ora nel 2026. Non una conferma scontata: un percorso mantenuto nel tempo.

Un'élite di sei

Ad oggi sono sei le Unità Operative di Gastroenterologia del Triveneto che hanno ottenuto il prestigioso accreditamento professionale di eccellenza. Un numero che da solo dice quanto il riconoscimento sia selettivo.

Il risultato è arrivato al termine della visita ispettiva della commissione esaminatrice, in un percorso che ha coinvolto tutti gli operatori sanitari, coordinati dal direttore dell'Unità Operativa Bastianello Germanà e dalla coordinatrice infermieristica Cristina Ferraro, con la collaborazione dell'intero staff.

Tra i requisiti certificati: la capacità di operare all'interno dell'attuale sistema sanitario, le competenze organizzative, gli elevati standard clinici, l'aggiornamento continuo — sia tecnologico sia nell'adesione alle più recenti linee guida —, la qualità e la sicurezza delle procedure, il miglioramento continuo delle prestazioni con il paziente sempre al centro.

La tecnologia che aiuta a vedere

«Operiamo con apparecchiature di ultima generazione: endoscopi ad alta definizione e magnificazione dell'immagine con colorazioni elettroniche, che permettono diagnosi precoci di lesioni neoplastiche dell'apparato digerente; tecniche operatorie mini invasive per la terapia di molteplici patologie un tempo di pertinenza chirurgica; sistemi informatici che consentono la gestione condivisa della cartella del paziente, con immagini, filmati e la tracciabilità dei processi, compreso quello di sterilizzazione», spiega Germanà.

E tra tutte, sottolinea il direttore, spicca una cosa in particolare: «L'intelligenza artificiale applicata alla colonscopia aiuta gli operatori a evidenziare anche le più piccole lesioni e a caratterizzarle per la miglior scelta terapeutica».

I numeri del reparto

Nel 2025 sono state effettuate quasi 20.000 prestazioni, la maggior parte endoscopiche: di queste, circa la metà ha richiesto un intervento terapeutico o curativo in corso d'esame.

A queste si aggiungono circa 350 ricoveri per le principali patologie dell'apparato digerente. Tra le cause più frequenti: emorragie digestive, pancreatiti acute, calcolosi delle vie biliari e neoplasie — con quella del pancreas come causa di ricovero più ricorrente.

Il lavoro che non si vede

Dietro i numeri c'è un'équipe di medici, infermieri, operatori sanitari e amministrativi che riversa nel lavoro quotidiano competenze, cortesia e disponibilità verso l'utente. Un impegno «spesso poco visibile e appariscente — si legge nella nota — ma proprio per questo di sostanza e non di apparenza».

«L'eccellenza è stata certificata per le principali attività del reparto, sia diagnostiche sia operative, che rispondono quindi ai più elevati standard riconosciuti a livello internazionale», aggiunge Germanà. «Ciò mette il paziente che si rivolge al nostro reparto in condizione di sicurezza e nella coscienza di avere la miglior prestazione possibile per il suo problema».

La parola al Direttore Generale

«Questo prestigioso traguardo dimostra ancora una volta l'importanza fondamentale del lavoro di squadra all'interno delle nostre strutture», commenta il Direttore Generale Achille Di Falco. «Le tecnologie all'avanguardia, come l'intelligenza artificiale di cui il reparto è dotato, possono esprimere il loro massimo potenziale solo se supportate da un'équipe unita e affiatata. Il rinnovo di questo accreditamento è il frutto di una profonda sinergia tra medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale amministrativo, che ogni giorno collaborano con straordinaria dedizione. A tutti loro va il mio personale ringraziamento: fare rete, dialogare e lavorare insieme con un obiettivo comune è la vera chiave per garantire ai nostri cittadini un'assistenza sicura, umana e di altissima qualità».

Non un traguardo, ma un punto di partenza

«Anche l'ulteriore conferma della certificazione di eccellenza non deve essere considerata come la fine di un percorso», conclude Germanà, «ma piuttosto come una sfida continua che ci vedrà ancora più impegnati nel costante aggiornamento e miglioramento della qualità e della sicurezza delle nostre cure, cui dovrà tendere tutto il personale dell'Unità Operativa».

© il Notiziario di Cortina

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