Warning: strpos() expects parameter 1 to be string, object given in /web/htdocs/www.ilnotiziariodicortina.com/home/wp-includes/functions.php on line 2961 FINE OTTOBRE 2018: STORIA DI UN’ALLUVIONE NEL BELLUNESE

FINE OTTOBRE 2018: STORIA DI UN’ALLUVIONE NEL BELLUNESE

3 novembre 2018 at 12:33

Torrente Bigontina ad Alverà – www.ilnotiziariodicortina.com

Oggi è il sesto giorno dell’alluvione, iniziata domenica 28 ottobre con il terrore negli occhi delle persone di Alverà, per la tracimazione del Bigontina. Grandi uomini hanno lavorato ininterrottamente per diversi giorni con escavatori e camion per portare via i sassi presenti nel torrente.

Il sindaco di Cortina Gianpietro Ghedina ha deciso di far evacuare quaranta persone dal villaggio di Alverà.

Da Cortina d’Ampezzo al Bellunese la pioggia non si è fermata per alcuni giorni e il vento forte (con raffiche a 180 km/h) è spirato soprattutto nelle prime ore di lunedì, senza luce e riscaldamento.

In diverse case sono crollati i tetti, rotte le finestre, allagati garage e sotterranei, bagnate le case ai primi piani. Interi paesi sono rimasti isolati e sedicimila persone senza corrente elettrica, telefono fisso e cellulari.

Fuori è successo il disastro: frane, alberi sradicati, pali della luce a terra, spezzati, compresi i tralicci. Laghi, torrenti e fiumi al limite o tracimati. Strade chiuse, bloccate, senza via d’uscita. Il paesaggio è mutato, come se un bombardamento avesse cancellato un’area vastissima.

Foto Protezione Civile – www.ilnotiziariodicortina.com

I pompieri di tutto il Veneto e la Protezione Civile si sono subito attivati per affrontare questa catastrofe. Il livello di criticità è al massimo, con codice rosso.

Neppure i Coc, cioè i centri di protezione civile dei singoli comuni e delle Unioni montane all’inizio sono riusciti a mettersi in contatto uno con l’altro e gli abitanti di certi paesi, in Agordino, in Comelico, a Cibiana, a Colle Santa Lucia e Pieve di Livinallongo hanno potuto contare solo sulle proprie forze e, in un secondo momento, sull’aiuto dei vicini, anche per i generi alimentari.

Foto Lucia Delle Aivane – www.ilnotiziariodicortina.com

Poi, dopo alcuni giorni, finalmente è arrivata la luce. E-Distribuzione ha ringraziato il Dipartimento della Protezione civile e l’Esercito italiano per l’efficace coordinamento delle attività. Sono iniziati ad arrivare gruppi elettrogeni grazie a un elicottero Boeing CH-47 Chinook dell’Esercito italiano, decollato da Belluno. Una task force, composta complessivamente da mille addetti, tra risorse operative, tecnici e personale di aziende terze, ha cercato di fronteggiare le conseguenze della forte ondata di maltempo, che ha provocato guasti diffusi sulla rete telefonica. I boschi sono stati devastati, peggio di un bombardamento; distrutti cinquantamila ettari, oltre tre milioni di piante.

In tutto questo quanti sono riusciti a comunicare lo hanno fatto grazie a Facebook. La TV nazionale è rimasta in silenzio per diversi giorni, poi all’improvviso i telegiornali e i vari programmi hanno avuto l’illuminazione e si sono accorti che in Veneto c’era qualche problema causato dal brutto tempo. Finalmente Maura Bertanzon del TGR sul Tg2 è riuscita a documentare in parte la situazione catastrofica ed Enrico Mentana sulla 7 con diversi servizi ha dato un’informazione più completa. Sin dall’inizio la Regione, con il presidente Luca Zaia, ma soprattutto con l’Assessore Gianpaolo Bottacin, non si è risparmiata.

Grande aiuto c’è stato dal Prefetto di Belluno, dal presidente della Provincia, da tutti i Sindaci bellunesi, dai Vigili del Fuoco, dalle Forze dell’Ordine e gli 8.000 volontari che instancabilmente dal primo giorno dell’alluvione continuano a prestare aiuto e soccorso, Enel e Terna, che forse inizierà a sotterrare i fili elettrici, come già avviene in diverse località.

www.ilnotiziariodicortina.com

Ora dell’alluvione bellunese si è accorta anche a Roma e per i prossimi giorni si preannuncia l’arrivo del vice premier Luigi Di Maio e del sottosegretario all’ambiente Vannia Gava. Di Maio, in un video-messaggio, ha annunciato che se il Veneto chiederà lo stato di emergenza (cosa che ha già fatto) lo avrà.

Foto protezione civile – www.ilnotiziariodicortina.com

In questi giorni ben 160mila persone si sono trovate in totale isolamento anche fisico. Dopo sei giorni - ha detto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia – la situazione è ancora drammatica per 5.800 utenze, ben 8 frazioni risultano ancora isolate. Quasi centomila ettari di bosco non esistono più, ci sono state frane e sono sparite le strade. Ovunque c’è fango, desolazione e paesaggio lunare. I Serrai di Sottoguda, che attraevano tanti turisti, sono spariti. C’è il rischio che la popolazione lasci la montagna. Il Presidente del Consiglio è stato messo al corrente della situazione e all’inizio della settimana verranno presi i primi provvedimenti. Ci servono risorse per ripartire subito perché ci sono danni per un miliardo di Euro“. Il Presidente Zaia ha infine aggiunto: “Evitiamo il turismo delle disgrazie e date un aiuto alle popolazioni colpite. È attivo da questa sera SOS Solidale“. È arrivato pure il Direttore del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale Angelo Borrelli, che ha dichiarato: “La situazione  è pesante, apocalittica, strade devastate, tralicci piegati come fuscelli. Dobbiamo partire subito perché se dobbiamo attendere la conta dei danni ci attiveremo almeno tra due mesi. Abbiamo una sofferenza in tutta Italia, ma in questo territorio è molto più pesante. Abbiamo registrato venti fino a 180 km orari nelle valli e dunque la devastazione è stata simile a quella della Liguria. Chiederemo la dichiarazione dello stato di emergenza per le prime risorse. Poi normative ed ordinanze per la gestione dei detriti e gestione delle procedure di appalto per i lavori di ripristino“.

Grossi i danni anche nel Feltrino.

www.ilnotiziariodicortina.com

Ora dopo sei giorni, accanto alle promesse, che forse saranno mantenute, si spera che anche i paesi più lontani ricevano luce, acqua potabile e generi alimentari e che si ritorni pian piano alla normalità.

La popolazione del bellunese è arrabbiata ma, come sempre, si rimboccherà le maniche, visto che, in ogni cosa, specie nelle calamità, cerca sempre di trovare il lato positivo e davanti a questo terribile cataclisma naturale riscopre la forza dell’unità, dell’aiuto reciproco e il senso di responsabilità e solidarietà, caratteristiche tipiche di chi vive in montagna.

Feliciana Mariotti-www.ilnotiziariodicortina.com

 

 

0 Commenti

Puoi essere il primo a lasciare un commento.

Lascia un commento


Designed by WPZOOM