Warning: strpos() expects parameter 1 to be string, object given in /web/htdocs/www.ilnotiziariodicortina.com/home/wp-includes/functions.php on line 2961 COMMISSARIATO DI CORTINA: INTITOLATA LA SALA A GIORDANO COFFEN

COMMISSARIATO DI CORTINA: INTITOLATA LA SALA A GIORDANO COFFEN

3 febbraio 2018 at 11:56

Foto Feliciana Mariotti (www.ilnotiziariodicortina.com)

Ieri 2 febbraio, nel primo pomeriggio,  nella sede del Commissariato di Cortina d’Ampezzo il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Franco Gabrielli, in presenza di autorità militari e civili, ha partecipato alla cerimonia di intitolazione della nuova sala del Commissariato all’Agente Ausiliario Giordano Coffen, medaglia d’argento al valor civile alla memoria.
Alla cerimonia era presenti anche i genitori di Giordano: Erminia e Virginio, nonché Riccardo, il figlio di Giovanni Borracini, collega caduto insieme a Coffen nello stesso tragico evento e il terzo agente di quella pattuglia, l’unico che si salvò. Riccardo Borracini, che all’epoca aveva due anni, oggi è poliziotto. 
Siamo  riconoscenti alla Polizia di Stato – ha detto Erminia Coffen –  perché a distanza di anni si è ricordata di nostro figlio e ne siamo felici“.
Presente anche Lino Paolo Fedon, sindaco di Domegge, luogo dove risiedeva Giordano e dove tuttora vivono i genitori, dove dal 1992 viene consegnata, a suo nome, una borsa di studio e, in suo ricordo, è stata intitolata la scuola media di Domegge. Così Fedon ha commentato: “Con il suo sacrificio ha salvato la vita di tanti giovani, perché, da allora, gli ausiliari non sono più usciti nelle volanti. Ricordo che quella sera aveva a Domegge una cena di coscritti, ma ha preferito svolgere il suo dovere a Padova e lì ha trovato la morte“.
Mi inorgoglisce ricordare, a distanza di anni, uomini simili – ha detto Franco Gabrielli – perché avere memoria, il modo migliore per onorare i morti vuol dire prendersi cura dei vivi, dei famigliari e dei colleghi che più di ogni altro hanno subito in questo tempo la mancanza di queste persone.
Questa mattina ero a Lecco, ora  sono qui a Cortina. Ho incontrato i genitori di colleghi che non ci sono più. Farli sentire ancora parte della nostra famiglia credo che sia la modalità più giusto per stringerci a loro. Credo che il delitto più grande è quello di perdere un figlio perché la natura è fatta nella maniera che dovrebbero essere i figli a seppellire i genitori. 
Foto Feliciana Mariotti – www.ilnotiziariodicortinma.com
Foto feliciana Mariotti – www.ilnotiziariodicortina.com
Quando succede il contrario credo che sia una lacerazione devastante. Siccome questi sono anche figli nostri, fratelli nostri, queste iniziative, queste cerimonie, che potrebbero essere rituali invece hanno un profondo significato che ha nello stringerci a loro la motivazione più grande.
L’altra motivazione è che noi dobbiamo lavorare sull’esempio e nel ricordo di questi colleghi che prima di noi se ne sono andati e lo hanno fatto credendo in valori, credendo nella legalità, nella riaffermazione della legalità e soprattutto quando la vita ci appare più complicata il solo pensiero a questi nostri colleghi dovrebbe essere la molla che ci spinge ad agire nell’interesse della gente e delle comunità.
Mi piacere farlo in questa comunità, Cortina, che ci è stata sempre vicina, che ci ha dato la cittadinanza onoraria e ci ha dedicato un monumento, perché il riconoscimento più grande di quello che noi rappresentiamo è nella considerazione che ci dà la comunità, noi esistiamo per essere al servizio delle comunità. E quando le comunità si stringono attorno a noi questo è il riconoscimento più grande”.
Foto Feliciana Mariotti – www.ilnotiziariodicortina.com
È un bell’intervento a favore della comunità – ha commentato il sindaco di Cortina parlando della nuova sala riunione che è costata 94mila euro -. Sarà un punto di riferimento per le interforze.
Ci saranno tante occasioni per ritrovarci dal 2021 in poi. Sarà anche una sala riunione  per il monitoraggio video  sicurezza che a noi sta più a cuore sia per i cittadini che per i turisti. Insomma uno spazio giusto per esigenze reali. Se si lavora bene con spazi adeguati, gli obiettivi si raggiungono e si svolge un buon lavoro a favore della comunità.  Dopo l’intervento del questore Lucio Aprile, che ha ringraziato i genitori per la propria vicinanza alla Polizia, ha voluto ricordare Giordano: “Era un ragazzo caduto nel fare il proprio lavoro e un collega, è giusto non dimenticarsi del suo esempio”.
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“Oggi è una giornata dedicata alla memoria, per i famigliari un’occasione per ricordare chi non c’è più, ma anche per ricordare la passione, la dedizione che si cela dietro una divisa  - ha ribadito Gabrielli – e il dovere che ogni uomo ha nei riguardi della collettività. Ognuno mette i propri talenti e doveri a favore della propria comunità. Qui c’è il figlio del collega morto nella tragica vicenda”. Ai genitori è stata consegnata una pergamena a ricordo del figlio e al giovane avvicinandosi appoggiando la sua mano vicino al cuore gli ha rivolto poche, ma sentite parole. Il parroco decano, don Ivano Brambilla, prima di benedire la sala, ha detto “Da cittadino vi ringrazio per questo gesto e per ciò che fate con l’autorità che vi viene data dallo stato e con l’autorevolezza che vi deriva dal sacrificio”.
A seguire, nella Sala Consiliare del Municipio il Capo della Polizia ha partecipato  alla presentazione del libro “Antologia del Manuale del Funzionario di sicurezza pubblica e di polizia giudiziaria (1863-1912)”  e all’intervista fatta da Francesco Chiamulera, responsabile della rassegna “Una montagna di libri”.

 

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