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CARO BOLLETTE: LA REGIONE RISPONDE A CARRARO

20 Gennaio 2022
Feliciana Mariotti
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caro bollette 680x408Il presidente di Confindustria Veneto Enrico Carraro ha lanciato l’allarme sul Caro Bollette, in particolare sull’emergenza legata alla mancanza di segnali di rimodulazione del prezzo dell'energia che avrà pesanti ricadute sul sistema produttivo e delle imprese. “Carraro ha pienamente ragione. Il Covid, oltre all’immane tragedia sanitaria e quella economica, ne sta portando un’altra, che è rappresentata dal costo delle forniture, dell’energia e delle materie prime. Una situazione che sta mettendo a dura prova i territori. Non è un caso che il presidente della Confindustria veneta lanci l’allarme”. ha affermato il presidente della Regione Luca Zaia. “È un allarme che non deve essere sottovalutato a livello nazionale, anche in sede di programmazione dei fondi e di aiuti alle imprese.

Noi - ha detto Zaia - non siamo un territorio abituato a chiedere l’elemosina o a vivere di assistenzialismo, però è pur vero che, in questa fase, è innegabile che si sta fermando il motore del Paese e la macchina produttiva del PIL. Noi abbiamo 180 miliardi di PIL che sono messi in discussione da questo nuovo fenomeno in uno scenario che mai avremmo pensato di trovarci di fronte. Per questo faccio appello al Governo: servono provvedimenti straordinari a livello nazionale. È giusto che si proceda e si provveda subito".

Il grido di allarme degli industriali del Veneto è anche il nostro. Con gli ultimi due incontri fatti con i rappresentanti del mondo manifatturiero e associazioni datoriali (al quale ha partecipato lo stesso presidente Carraro) e con le associazioni sindacali, oggi si ravvisa l’urgenza ed emergenza di agire perché le bollette sono già arrivate. La Regione è  al fianco degli imprenditori per cercare di far comprendere al Governo che questa è una questione di vita o di morte anche sul fronte occupazionale” ha dichiarato Elena Donazzan, assessore regionale al Lavoro.

“Il lato più preoccupante è che le nostre imprese, in questa situazione, vanno fuori mercato ed entrano in una crisi che rischia di essere irreversibile. Quando si perdono clienti non per incapacità, ma perché i costi rendono insostenibile la produzione, costi dovuti in buona parte a scelte politiche, si va verso la perdita di capacità produttiva e la prospettiva di avere, a breve, migliaia di lavoratori a rischio espulsione. Il dato occupazionale e quello produttivo oggi sono inscindibili”. 

Si vedrà domani, venerdì 21 gennaio, che cosa deciderà il Consiglio dei ministri sui nuovi sostegni ai settori economici più colpiti dalla pandemia e sule nuove misure da adottare per aiutare famiglie e imprese a far fronte al Caro bollette.

 

© il Notiziario di Cortina

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