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LA MOSTRA “I MACCHIAIOLI”

09 Febbraio 2026
Feliciana Mariotti
Cultura e mondanità

Lega S. Un dopo pranzoA Palazzo Reale, a Milano, ha aperto il 3 febbraio, per la prima volta, con la mostra “I Macchiaioli”, una delle più importanti e complete retrospettive sul movimento realizzate negli ultimi decenni.

Silvestro Lega: Un dopo pranzo (Il pergolato), 1868, Olio su tela, 75 × 93,5 cm Milano, Pinacoteca di Brera (cortesy Pinacoteca Brera e Società di Belle Arti)

In memoria di Giuliano Matteucci e Piero Din, l’esposizione rende omaggio a quei pittori che, qualche decennio prima, avevano in Italia infranto le rigide regole dell’accademia, aprendo la via alla modernità pittorica. Promossa dal Comune di Milano, “I Macchiaioli” è un’esposizione frutto degli ultimi studi sui Macchiaioli da parte dei tre più autorevoli esperti italiani del movimento: il progetto espositivo è ideato e curato da Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca e rappresenta un momento di recupero, riflessione e valorizzazione di una pagina fondamentale di storia dell’arte del Paese, che ha costruito le nostre comuni radici culturali

La mostra conta come istituzione partner l’Istituto Matteucci di Viareggio e vede coinvolti come prestatori - con oltre 90 opere esposte - i più importanti musei italiani che custodiscono le opere dei Macchiaioli, come l’Accademia di Belle Arti e la Pinacoteca di Brera, le Gallerie degli Uffizi e Palazzo Pitti, il Museo del Risorgimento e la Galleria di Arte Moderna di Milano, la Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea di Torino, il Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno, nonché numerose collezioni private

Viene ricostruita la breve ma intensa esperienza del movimento in un arco cronologico che va dal 1848 al 1873, data della morte di Giuseppe Mazzini, esule e clandestino in patria. A quel punto i Macchiaioli, convinti sostenitori delle delle idee politiche mazziniane, avevano ormai esaurito la loro carica rivoluzionaria; ma la loro vicenda artistica, politica e umana aveva segnato una delle svolte più radicali nella lunga storia dell’arte italiana. 

Attraverso le opere più significative di Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Vincenzo Cabianca, Odoardo Borrani, Telemaco Signorini, Giuseppe Abbati e Raffaello Sernesi emergono, lungo il percorso espositivo, le singole personalità di questi giovani pittori. Esaminando le loro biografie, emerge il ritratto di una generazione che, già nel 1848, aveva iniziato a intravedere quel cambiamento che sarebbe stato realizzato tra la seconda metà degli anni Cinquanta e il decennio successivo. 

Pur uniti e solidali tra loro, i Macchiaoli conservarono ciascuno la propria individualità, come emerge dagli accostamenti delle opere nelle sale. In un percorso di grande respiro narrativo, scandito in nove sezioni, l’esposizione ripercorre l’esperimento “nazionale”, o il progetto risorgimentale, dei Macchiaioli, troppo spesso indebitamente circoscritto in un ambito regionale, all’insegna di una toscanità fiera e vernacolare. Furono invece pittori colti, consapevoli, ispirati dagli ideali razionali e illuministi della celebre “Antologia” (Firenze, 1821-1832), la maggiore rivista del nostro Ottocento. Si riconobbero tanto nelle idee di Mazzini quanto nelle istanze del Positivismo venute dalla Francia. La mostra rimarrà aperta sino al 14 giugno.

ARTICOLO PUBBLICATO SU IL NOTIZIARIO DI CORTINA - ANNO LC - 90° n. 7 - 6 febbraio 2026

© il Notiziario di Cortina

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