Presentata alla stampa la mostra sui Bortoluzzi

25 Giugno 2022
Feliciana Mariotti
Cultura e mondanità

Chinea Lorenzi Lancedelli e BortoluzziQuest'estate il Museo Mario Rimoldi alle Regole d'Ampezzo espone la mostra “I Bortoluzzi a Cortina. La dinastia del paesaggio” curata da Giorgio Chinea Canale. Sono esposte  oltre ottanta opere che comprendono capolavori di Millo Bortoluzzi Senior (Treviso, 31 luglio 1868 – Dolo, 10 febbraio 1933); di Millo Bortoluzzi Junior (Dolo 1938 - Padova 2012) e di Alberto Bortoluzzi (Padova 1988), una dinastia di paesaggisti che attraversano i secoli, con voce originale, hanno raccontato e raccontano, attraverso le proprie opere le continue suggestioni del nostro territorio.

Nella preview riservata alla stampa erano presenti il sindaco di Cortina Gianluca Lorenzi, il presidente delle Regole Flavio Lancedelli, Gianfrancesco Demenego, delegato del Museo Rimoldi, Giorgio Chinea Canal, l'artista Alberto Bortoluzzi e due critici d'arte.

Nell'immagine: Giorgio Chinea Canale, Gianluca Lorenzi, Flavio, Lancedelli e Alberto Bortoluzzi. (Foto © Feliciana Mariotti) 

"A quattro anni dalla mostra padovana che titolava L'Eredità dello Sguardo porto a Cortina alcune tra le più belle opere firmate dalla dinastia dei pittori veneti dei Bortoluzzi – ha spiegato Giorgio Chinea Canale - in un'inedita e più ampia riunione familiare che mi ha visto in prima linea contattare e coinvolgere splendide collezioni pubbliche e private.

Buona parte delle opere esposte di Millo Bortoluzzi Senior sono un prestito della Galleria padovana Nuova Arcadia di Luciano Franchi, a oggi uno dei più grandi collezionisti dell’artista. I Bortoluzzi sono stati una delle più importanti dinastie pittoriche del panorama artistico veneto a cavallo tra ‘800 e ‘900.

La mostra di Cortina è un excursus pittorico che ha come protagonista il paesaggio, interpretato da tre generazioni di pittori, dalla classicità fino al paesaggista contemporaneo, altrettanto poetico e onirico. 

Bisnipote di Millo Bortoluzzi Senior, che fu artista di fama internazionale, tra i più importanti del Novecento italiano, assistente di cattedra di pittura del paesaggio con Guglielmo Ciardi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, maestro di Teodoro Wolf Ferrari e figura di spicco di numerosi concorsi nazionali ed internazionali (Biennale di Venezia, Cà Pesaro, quadriennale di Roma etc.) Alberto Bortoluzzi è stato anche nipote e allievo di Millo Bortoluzzi Junior, protagonista della Padova della seconda metà del Novecento, fautore di una riscoperta della pittura di paesaggio". 

"Avevo visto a Misurina - ha raccontato la professoressa Simonetta Cini, storica dell'arte che ha firmato un testo sull'operato di Millo Bartoluzzi Senior nella perle delle Dolomiti nel catalogo -, nell'attuale Istituto Pio XII alcune opere in una sala su una Venezia gioiosa imbandierata al Redentore o in un notturno sul Canal Grande, in un'altra opere con scene di caccia colme di solitudine e di una pace assordante. Erano lavori di Millo Bortoluzzi Senior, nel lontano Ottocento, produceva delle vedute così realistiche da suggerirne quasi l’ora e il giorno della realizzazione, opere ricche di pathos, che trasmettevano tante emozioni. Le sue nuvole ricordano tanto quelle del Tiepolo. Le nuvole unicono le tre generazioni. Dalle varie ricerche compiute ho incontrato a Padova Millo Bortoluzzi Junior e siamo diventati amici. Per il suo modo di dipingere la verità Millo Bortoluzzi Senior aveva partecipato alle massime esposizioni nazionali e si era affermato rapidamente. Addirittura quando portai una classe in gita scolastica in Perù, a Lima, nel Museo d'Arte Italiana fui felice di trovare, accanto al Ciardi, un quadro di Millo Senior".

Al Museo ci sono anche opere di Millo Junior.  "La critica al realismo infiamma - ha affermato Giorgio Chinea Canale - e il colorismo di Millo Bortoluzzi Junior ne risentirà, producendo significative variazioni sintatiche. Per arrivare ad Alberto che, con il linguaggio del contemporaneo, torna sul paesaggio trasfigurandolo nell’assenza di segnali antropici, sconvolgendo la tridimensionalità e affidando quindi al cielo e alle nuvole l’ultima parola per raccontare la sua terra veneta".  "Nelle mie opere - ha detto Alberto Bortoluzzi .- cerco la sintesi tra il realismo accademico e l'astrazione".

“È un onore per me compiere questo grande passo con Alberto Bortoluzzi - ha concluso il curatore Chinea Canale - erede e testimone di una delle famiglie più cult della tradizione pittorica veneta, un artista brillante, forte e deciso, dal carisma e dal fascino indiscutibile e soprattutto dalla forte dottrina e disciplina. Plasmata negli anni dallo studio accademico e dalla tenacia tipica di ogni vero artista. Con Alberto mi legano ricordi importanti, è con lui che ho iniziato la mia carriera di gallerista a Padova nel 2017 inaugurai la mia prima galleria d’arte e con lui che, dopo questa importante tappa cortinese, arriveremo a chiudere la trilogia a Treviso”. A completare la mostra un affaccio sulla pittura contemporanea cortinese voluta dal curatore per una sorta di continuum. Una testimonianza di come, a Cortina d'Ampezzo, il paesaggio sia tema forte, radicalizzato anche nei giovani. In esposizione tele di Gabriele Ciot e della cadorina Sara Da Cortà.

© il Notiziario di Cortina

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