Incontro a ricordo della saggista Edda Serra

20 Agosto 2021
Feliciana Mariotti
Cultura e mondanità

1 Edda SerraDomenica 22 agosto, alle ore 17.30, al Parc Hotel Victoria si terrà un incontro a ricordo della saggista Edda Serra, presidente del “Centro Studi Biagio Marin”. Per l’occasione Silvia Serra, nipote della saggista, con alcuni aneddoti e ricordi particolari illustrerà la figura della zia.

A seguire la professoressa Maria Cristina Benussi, da giugno neopresidente del CSBM, presenterà, in linea con il lavoro compiuto da Edda Serra, il libro: “Lo scricchiolio del corpo fracassato. Litanie in memoria di Pier Paolo Pasolini”, Quodlibet, 2021. Traduzione italiana di Ivan Crico, a cura di Pericle Camuffo.

La pubblicazione di Biagio Marin tratta della morte di Pier Paolo Pasolini, autore di cui il prossimo anno ricorrerà il centenario della nascita. La morte violenta di Pier Paolo Pasolini ha colpito profondamente Biagio Marin, per motivi diversi - racconta la professoressa Benussi -. A lui doveva infatti la fama nazionale dei suoi versi, che fino ad allora erano stati confinati nell’ambito di una poesia dialettale che aveva trovato estimatori soprattutto in studiosi locali. Il poeta di Grado, il 6 novembre 1975, giorno del funerale di Pasolini, annotava sul suo diario di aver scritto dei “poveri versi” per liberare il cuore da una pena provocata dalla sua fine e dal modo della sua fine: il suo assassino non si è accontentato infatti di Edda Serra3colpirlo, ma era passato con l’automobile sul suo corpo ancora vivo per finirlo. Perché, si chiede Marin? Quei “poveri versi” sono stati riconosciuti invece come uno dei vertici della poesia del Novecento, tanto che sono stati tradotti ora dal dialetto gradese all’italiano: la memoria del poeta assassinato viene così restituita al paesaggio di una terra comune, che dalla campagna di Casarsa della Delizia, terra materna di Pasolini, al mare di Grado, patria di Marin, circoscrive una terra dalla forte caratterizzazione etica, quasi un eden che i due poeti hanno poi vissuto in maniera diversa. Ed è una diversità su cui Marin s’interroga e che pesa sulla sua valutazione di Pasolini, che pur stimava molto come poeta, soprattutto in friulano: il suo essere marxista e la sua omosessualità. Marin, anticomunista, non vorrebbe dare giudizi morali sulla vita privata del suo amico e collega, ma certamente avverte un forte imbarazzo, mitigato solo dalla certezza che, come scrive in esergo citando il sesto capitolo della Lettera ai Romani di Paolo, “poiché è morto è, per diritto, affrancato dal peccato”. 

I due curatori dell’opera: Ivan Crico e Pericle Camuffo. 

Ivan Crico - spiega la professoressa Maria Cristina Benussi - è pittore e poeta, impegnato a valorizzare la varietà dei dialetti veneti del Friuli Venezia Giulia. Operatore culturale nelle scuole e nelle istituzioni della sua Regione, attraverso opere di saggistica, organizzazione di convegni e manifestazioni culturali di vario genere collabora con studiosi e poeti sloveni, austriaci, sardi, siciliani, francesi, catalani, istriani al fine di valorizzare i dialetti e le lingue minoritarie europee per favorire la reciproca conoscenza tra i vari popoli. Scrive per diverse riviste nazionali, su carta e in rete. Per la raccolta “De arzent zu”, scritta recuperando l’antico idioma tergestino, ha ricevuto il premio nazionale di poesia “Biagio Marin”.

Pericle Camuffo, insegnante, si occupa di letteratura italiana del Novecento con particolare attenzione all’elaborazione dei concetti di frontiera e di alterità. È stato assegnista di ricerca in diverse Università e docente a contratto di Comunicazione interculturale. Ha pubblicato studi monografici, saggi e articoli su diverse riviste letterarie. Nel 2000 il libro “Biagio Marin, la poesia, i filosofi” gli è valso il Premio Nazionale “Biagio Marin” nella sezione dedicata alla saggistica.

LA RELATRICE

Maria Cristina BenussiLa professoressa Maria Cristina Benussi è stata assegnista, ricercatore, professore associato, dal 2005 professore ordinario di Letteratura italiana contemporanea all'Università di Trieste. È stata direttore del Dipartimento di Lingue e Letterature straniere, Presidente del Corso di laurea in Lettere, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, Prorettore con delega ai Rapporti con il territorio ed eventi culturali e alla Ricerca scientifica e tecnologica (settore SSH), sempre presso l'Università degli Studi di Trieste. Fa par- te di un gruppo di studio dell'Università di Klagenfurt sul tema della cultura del Mediterraneo. Dall’Anno Accademico 2018-2019 è in pensione, ma è ancora attualmente membro della Commissione per l'Abilitazione Scientifica Nazionale, con nomina MIUR, per il settore concorsuale 10 F/4 Critica letteraria e Letteratura comparata. Collabora alle pagine culturali del "Piccolo" di Trieste. È sta- ta responsabile dell'unità locale di Trieste impegnata sul progetto “Archivi e memorie degli ebrei di Trieste” finanziato dal MURST, e responsabile scientifico del progetto Interreg 3 A Italia Slovenia. Asse 3. Misura 3.2. Azione 3.2.4. È stata vicepresidente del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e ha fatto par- te a lungo del suo Consiglio di Amministrazione. È socia fondatrice ed è stata segretaria nazionale della MOD, Società italiana per lo studio della modernità letteraria. Ha prodotto più di duecento saggi tra articoli in rivista, atti di convegni, capitoli di libri e monografie.

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