Skip to main content

S.S. 51 ALBERGATORI: NON PIÙ TOLLERABILE L'INCERTEZZA

24 Luglio 2025
Feliciana Mariotti
Attualità

Cortina dAmpezzo per manifestazioni IMG 20230711 WA0007VIABILITÀ SS 51 D’ALEMAGNA – ALBERGATORI DI CORTINA: STATO DI INCERTEZZA NON PIÙ TOLLERABILE

A nome dell’intera filiera turistica locale, l’Associazione Albergatori di Cortina d’Ampezzo, in un comunicato, “esprime la propria profonda preoccupazione per la situazione di emergenza e precarietà legata alla viabilità lungo la SS 51 d’Alemagna, che si protrae ormai da oltre un mese, seppure a seguito di eventi diversi, e che sta generando disagi crescenti, non solo per gli operatori del comparto ricettivo, ma per l’intero tessuto economico e sociale del territorio”.

Gli Albergatori sottolineano che quello che appariva uno spiacevolissimo episodio eccezionale (il 15 giugno a Borca di Cadore) è stato l’inizio di “operazioni quotidiane complesse” (colata detritica della Croda Marcora 29 giugno protrattasi per 8 giorni, poi transito contingentato dalle 7.00 alle 20.00 compromesso dalla colata detritica avvenuta nella notte tra il 12 e il 13 luglio, ultimo sgombero del manto stradale terminato il 18 luglio con riapertura della circolazione, tra le 6.00 e le 21.00 sino a chiusura e apertura di giovedì 24 luglio con l’incertezza che il maltempo possa ritornare in serata e nei prossimi giorni).

Siamo consapevoli della complessità legata agli eventi naturali che hanno colpito la zona, così come riconosciamo l’encomiabile lavoro svolto finora da Prefettura, ANAS, forze dell’ordine, amministratori locali e protezione civile - dichiarano gli albergatori -. Tuttavia, a poco più di un mese dall’inizio dell’emergenza, non possiamo tollerare che si sia ancora privi di un piano concreto, stabile e coerente per la gestione della viabilità. La riapertura limitata della SS 51 nelle sole ore diurne e in assenza di pioggia non risponde alle esigenze di un territorio che vive di turismo. I servizi al turista non si fermano alle 21.00. Le nostre strutture ricettive, i ristoranti, i bar, i panifici, i servizi notturni, così come l’intera catena del valore dell’ospitalità, operano ben oltre quella soglia oraria.

Inoltre, non è accettabile che centinaia di lavoratori –  la maggior parte dei quali non residenti stabili ma trasferitisi stagionalmente – debbano affrontare situazioni di viaggio estenuanti, talvolta fino a 4 ore al giorno, o l’attraversamento dei passi montani in piena notte per rientrare a casa, solo perché il tratto critico resta chiuso anche in assenza di allerte meteo reali.

Un piano di emergenza deve esserci, e dev’essere all’altezza del nome della nostra destinazione”.

L’Associazione Albergatori evidenzia inoltre che “È impensabile pretendere che per sapere se si potrà raggiungere il posto di lavoro si debba controllare in tempo reale il meteo o affidarsi a notizie frammentarie online. Ricordiamo che molti pendolari usufruiscono dei mezzi pubblici, i cui orari e deviazioni diventano difficilmente consultabili, con ricadute pesanti sulla puntualità e sulla qualità del servizio stesso”.

In sostanza chiedono di:

• Estendere con urgenza la fascia oraria di apertura anche alle ore notturne, quando le condizioni meteo lo permettono, perché sono i primi ad avere a cuore la sicurezza di ospiti, risorse e concittadini.

• Installare adeguata illuminazione e un presidio fisso in loco, per garantire sicurezza anche in orari serali e notturni.

• Fornire una comunicazione unica, ufficiale e aggiornata in tempo reale, coordinata tra ANAS, Prefettura e Comuni, per evitare confusione.

• Valutare la predisposizione di una viabilità alternativa emergenziale attraverso l’ausilio dell’esercito, qualora si rendesse necessario.

Serve una visione strategica e una risposta decisa. E serve adesso.

La montagna vive di persone, e senza mobilità non c’è lavoro, non c’è servizio, non c’è turismo.

© il Notiziario di Cortina

CONDIVIDI