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Pista Eugenio Monti: le parole di Thomas Bach e Ivo Ferriani

16 Settembre 2022
Feliciana Mariotti
Attualità

Lausanne| Switzerland | 22 May 2019 nnIOC President Thomas Bach holds a press conference after the EXECUTIVE BOARD Meeting in Lausanne nnnPhotography by Greg Martin/IOCIl presidente del CIO Thomas Bach è arrivato oggi a Roma, presso la Palestra Monumentale dell’Università del Foro Italico in presenza delle più alte cariche sportive italiane per ricevere il “collare d’oro”, la principale onorificenza sportiva italiana.

È un onore ricevere questa prestigiosa onorificenza. Vi ringrazio dal profondo del mio cuore. Questo Collare d’oro appartiene all’intero Cio e a tutto il movimento olimpico, la nostra missione è rendere il mondo un posto migliore grazie allo sport”, ha detto il numero uno dello sport mondiale. 

 Foto_Greg_MartinIOC

Un’onorificenza che avrebbe dovuto ricevere a dicembre 2021, ma che, a causa di un guasto all’aereo che lo avrebbe dovuto portare a Roma, non riuscì a presenziare alla cerimonia di consegna andata in scena all’Auditorium Parco della Musica di Roma. 

Il presidente Bach ha parlato anche dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026: Siamo molti fiduciosi del fatto che celebreremo Giochi eccellenti – ha assicurato – Ci sono numerose sfide da affrontare: dalla sostenibilità alla crisi economica, ma non dobbiamo preoccuparci perché contiamo sull’efficienza e sulle capacità organizzative dei nostri amici italiani. Saranno Giochi all’insegna della bella vita italiana, ha concluso Bach.

Subito dopo Thomas Bach ha risposto alle domande dei giornalisti. Inevitabile che tra gli argomenti ci fosse anche il progetto della pista di bob di Cortina d’Ampezzo

Bach ha affermato che va realizzato e ha sottolineato che a pagarlo saranno gli italiani, che intendono realizzare un’opera sportiva-turistica da gestire dopo l’evento a cinque cerchi

Bach ha così ignorato le proteste dei cittadini e la petizione con circa 1.185 firme raccolte dal Comitato Civico Cortina che chiedevano al Cio di bloccare la pista e prendere posizione contro le affermazioni del presidente Luca Zaia, che due giorni fa aveva invocato una pronuncia definitiva da parte dell’organo che governa lo sport mondiale. 

Abbiamo discusso la questione della pista di bob, slittino e skeleton di Cortina con le autorità locali, siamo stati informati sui lavori – ha risposto Bach –. Ne abbiamo parlato al Cio e siamo d’accordo sulla soluzione prospettata per motivi di costi e sostenibilità, perché questo progetto non impatterà sul budget dei Giochi e il centro sarà utilizzato anche dopo le Olimpiadi

Al Cio interessa proprio questo, che la spesa sia sostenuta dall’Italia. Un anno e mezzo fa Bach aveva scritto al governatore Zaia preoccupato perché si stava profilando un’Olimpiade troppo costosa, con il rischio di creare una cattedrale nel deserto, come accaduto a Torino 2006, la cui eredità negativa è costituita dalla pista di Cesano Torinese, costata 110 milioni di euro, completamente inutilizzata e abbandonata. In quelle lettere Bach aveva aggiunto di non avere il potere di mettere in discussione le scelte del paese ospitante, nonostante ci siano in Europa strutture per il bob sufficienti a far fronte alle esigenze per la pratica di questo sport. Zaia aveva tirato dritto e aveva confermato che la pista si sarebbe fatta. Adesso è la stretta finale per quanto riguarda i progetti, anche se la Soprintendenza ambientale ha bloccato, per il momento, lo smantellamento della parte di pista esistente a Cortina, considerata un ambiente soggetto a tutela culturale.

Ci è stato detto che sarebbe un’attrazione turistica, che gli Enti locali vogliono a prescindere dai Giochi. Immediato il commento entusiasta di Giovanni Malagò, presidente del Coni: Le parole del presidente Bach sono perfette. Voglio ricordare che abbiamo vinto le Olimpiadi con un masterplan e uno dei punti centrali era la pista di bob, skeleton e slittino a Cortina. Noi rispettiamo quanto pattuito per tutte le venues perché siamo seri. A volte l’Italia è stata accusata di non rispettare la parola, stavolta non ci sono dubbi. Il rifacimento totale della vecchia pista “Eugenio Monti”, che inizialmente la Regione Veneto aveva dichiarato di voler pagare completamente, sarà a carico di tutti gli italiani. Lo scorso anno, infatti, il governo di Mario Draghi ha coperto la spesa con 61 milioni di euro, al punto che il governatore Luca Zaia aveva potuto dichiarare: “Non ci costerà praticamente nulla”. 

Poi però c’è stato un aggiornamento alla luce del nuovo progetto, che ha fatto lievitare il conto a 85 milioni di euro. La Regione Veneto, di conseguenza, ha inserito 22 milioni di euro per la copertura, attingendo al fondo già stanziato per le spese olimpiche. 

L’Italia ha stanziato oltre 80 milioni di euro (80 milioni di dollari) per rinnovare la storica pista per le gare di bob, slittino e skeleton. Questo progetto turistico - sportivo andrebbe avanti comunque e indipendentemente dai Giochi Olimpici Invernali - ha detto Bach -. Il presidente del CIO ha sottolineato pure che le autorità italiane stanno aspettando l'esito delle elezioni per nominare, dopo Vincenzo Novari, il nuovo amministratore delegato del Comitato organizzatore. Questa mossa ha paralizzato la costruzione della pista e altri piani, come il reclutamento di sponsor. Il nuovo CEO - ha aggiunto - deve avere il sostegno del nuovo governo. Non sarebbe consigliabile nominare un amministratore delegato prima delle elezioni nazionali. I Giochi del 2026 saranno le Olimpiadi più diffuse con sedi distribuite su 22.000 chilometri quadrati (quasi 10.000 miglia quadrate) in una vasta area dell'Italia settentrionale, dalle regioni Lombardia e Veneto alle province di Trento e Bolzano. Gli organizzatori del 2026 hanno seguito i dettagli del CIO per realizzare Olimpiadi moderne e per ridurre i costi evitando cattedrali nel deserto finanziate dai contribuenti.

Grazie alle nuove regole abbiamo potuto immaginare una candidatura come Milano-Cortina - ha detto la coordinatrice del Comitato 2026 Diana Bianchedi rivolgendosi a Bach -. Ti prometto che non ti deluderemo

La pista di Cortina ha una sua storia - ha affermato Ivo Ferriani, presidente della Federazione Internazionale di bob e skeleton, che era il direttore generale della pista torinese. La pista di Cortina fu costruita nel 1923 e la “Regina delle Dolomiti" ospitò il grande Eugenio Monti, che vinse sei medaglie olimpiche tra il 1956 e il 1968. C'è una tradizione e una cultura del bob a Cortina", ha detto Ferriani all'Associated Press. L'eredità non riguarda il luogo; riguarda le persone. Ferriani ha aggiunto che sono già in programma di ospitare gare di bob di Coppa del Mondo a Cortina nel 2026-27, seguite dai Campionati del mondo nel 2027-28, oltre a gare di Coppa dei Campioni e Paralimpiadi. Questa sarà la sede migliore in tutto il mondo, perché sarà completamente accessibile - ha concluso Ferriani, aggiungendo che la vicinanza della pista di Cortina ad altre in Austria, Svizzera e Germania la trasforma in una scelta naturale per il circuito.

Era presente a Roma anche un presidio di associazioni ambientaliste per manifestare “il forte dissenso verso le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026”. 

In una lettera consegnata a Bach da Mountain Wilderness Italia, Italia Nostra Sezione di Belluno e Peraltrestrade, è scritto: Da mesi le Associazioni sostengono che queste Olimpiadi siano insostenibili ambientalmente, socialmente ed economicamente.

© il Notiziario di Cortina

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