A proposito della Legge quadro sulla Montagna

11 Gennaio 2022
Feliciana Mariotti
Attualità

Cortina Inverno Lagazuoi AngelicaPalli 9“Dal ministro Gelmini è arrivato ancora una volta un impegno preciso per l’imminente approvazione della Legge sulla montagna. Mi auguro che la classe politica non si faccia travolgere dalle fibrillazioni del Quirinale e sappia concretizzare al più presto un risultato che per i nostri territori sarebbe storico. Le risorse in Finanziaria ci sono, ma si deve compiere un ultimo passo”, ha commentato Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, dopo aver ascoltato le parole pronunciate a Padova – in occasione dell’evento “Italiadomani” dedicato al PNRR – dal ministro per gli Affari regionali e per le Autonomie Mariastella Gelmini, che ha annunciato tempi brevi per l’approdo della Legge quadro sulla Montagna in Parlamento, ricordando che la dotazione finanziaria è già stata prevista con un collegato ad hoc in Legge di bilancio, 100 milioni di euro nel 2022, 200 a partire dal 2023. “Sono impegni precisi, che mi auguro vengano concretizzati quanto prima da tutti i nostri parlamentari senza distinguo politici o partitici. Per ripartire e guardare oltre la pandemia, la montagna – non solo bellunese – ha bisogno di questa legge che per la prima volta riconosce e istituzionalizza il differenziale montano. La stessa Gelmini, a Padova, ha parlato di “lotta allo spopolamento della montagna come priorità. Sono felice che finalmente il tema sia nell’agenda politica di un Esecutivo. Per questo, all’inizio di questo 2022, ancora carico di incertezze derivanti dal Covid e dall’aumento drammatico dei prezzi di energia e materie prime, che proprio in montagna è ancora più grave e marcato, mi rivolgo ai nostri rappresentanti – tutti, non solo quelli locali – perché lancino un segnale di reale fiducia ai nostri territori, approvando questa legge il prima possibile. Dobbiamo blindarla a tutti i costi anche in vista delle votazioni per il Quirinale e di eventuali ripercussioni sulla tenuta del Governo. La partita per le terre alte è strategica.

Le Legge quadro – che individua precise azioni a sostegno dell’imprenditoria montana (agevolazioni per l’innovazione e le startup per esempio) – è nata dal confronto tra Governo, enti locali, Università, centri di ricerca e categorie. “È un processo nel quale Confindustria Belluno Dolomiti ha fatto sempre sentire la sua voce e ringraziamo il ministro per averci ascoltato e recepito le nostre indicazioni operative”, rimarca Berton. “Ora, si faccia l’ultimo passo. Tra pandemia e aumento dei prezzi, la montagna ha bisogno di una boccata di ossigeno per poter programmare il proprio futuro”. 

Alcuni giorni fa analizzando le bozze della Legge quadro sulla montagna, pronta ad approdare alla discussione parlamentare già a febbraio. il deputato Dario  Bond aveva affermato: «La dotazione finanziaria prevista per la montagna è importante e costituisce un risultato storico, una base di partenza concreta per dare valore alle terre alte, contrastando in

Foto: ©Angelica Palli

maniera efficace il fenomeno dello spopolamento».Una legge che prevede l’istituzione di un «Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane« con una dotazione di 100 milioni per il 2022 e 200 milioni a decorrere dal 2023.

«Si tratta di una dotazione strutturale, e questo è il dato più importante, perché significa che la montagna non viene valorizzata a spot, ma in maniera continuativa. Solo così si può mettere mano per davvero al problema dello spopolamento, che riguarda in maniera indistinta tutte le aree montane, alpine e appenniniche, a eccezione delle Province autonome. Il che significa che avere le risorse per i servizi sui territori fa la differenza per le popolazioni locali. Il Fondo nella ratio della nuova legge ha proprio la funzione di finanziare interventi per la tutela delle risorse ambientali dei territori montani, per interventi di carattere socio-economico a favore delle popolazioni residenti e anche per progetti di sviluppo delle attività agro-silvo-pastorali. È il modo migliore per dare motore alle potenzialità della montagna, perché le attività agricole e pastorali sono funzionali anche alla crescita del turismo. L’altro dato positivo che emerge dalle bozze della nuova legge è la previsione di finanziamenti precisi per le Province, a partire dai fabbisogni standard, con dotazioni a crescere fino al 2030», conclude il deputato Dario Bond. «È la strada giusta, perché solo ridando la governance agli enti di area vasta, e avvicinando così la soluzione dei problemi ai singoli territori, si può davvero contrastare lo spopolamento e garantire un futuro alle terre alte. Ora aspettiamo che la legge arrivi in Parlamento, consapevoli che le basi di partenza sono buone».

 

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