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La prima delle tre mostre di Chiavi D'Accesso: "I Bareloi" dell'artista Mario Tomè

17 Dicembre 2014
Feliciana Mariotti
Archivio 2014
Sabato 20 dicembre inaugurerà la prima mostra di Chiavi Di Accesso, un progetto sostenuto dal GAL Alto Bellunese che porta l'arte contemporanea a interagire con alcuni musei del territorio cadorino e ampezzano. Chiavi Di Accesso intende stimolare una lettura non convenzionale dei beni museali e del territorio al quale essi fanno riferimento, per provocare curiosità e dubbi, vivificando in tal modo la lettura storica e culturale dei luoghi e dell’agire umano.
La prima inaugurazione è prevista per sabato 20 dicembre, alle ore 11.00 presso il Museo Etnografico "Al Pojat" di Zoppè di Cadore, dove sarà presentato il lavoro I Bareloi dell'artista Mario Tomè, realizzato in partnership con Dolomiti Contemporanee.  Interverranno Renzo Bortolot, sindaco di Zoppè di Cadore, Flaminio Da Deppo, presidente del Gal Alto Bellunese e Gianluca D'Incà Levis, curatore della mostra.
I Bareloi di Mario Tomè
(Museo Etnografico "Al Pojat" di Zoppè di Cadore
inaugurazione sabato 20 dicembre 2014, ore 11.00) - www.ilnotiziariodicortina.com
Qui di seguito alcune considerazioni di Tomè sul proprio lavoro a Zoppè: “Da un mese circa vivo nell’agordino, a trenta km di distanza in linea d’aria da Zoppè, in una proprietà ereditata da mio padre nella quale mi sto occupando della ristrutturazione del vecchio fienile risalente agli anni Venti.
Il mio obiettivo è quello di lavorare utilizzando esclusivamente le tecniche costruttive del periodo.  Un lavoro di restauro e ricostruzione conservativo che vorrei far entrare -fisicamente- nel Museo, trasportando a piedi i materiali provenienti dal fienile, a testimonianza di una vitalità che esiste ancora in questi luoghi di montagna, di una bellezza straordinaria cui vanno sacrificati lentezza e lavoro, due dimensioni che non sembrano più appartenere al contemporaneo.
Offro la mia opera e il mio stesso essere artista a testimonianza di una vitalità ancora presente, che cerca i suoi spazi e il suo riscatto, nel segno del rispetto e di una conservazione che non è staticità, al contrario è tenace lotta per mantenere in movimento, e quindi in vita, i luoghi straordinari della montagna con il loro portato di storie, tradizioni e antichi gesti che rappresentano l’unico strumento di salvaguardia di questo delicato equilibrio tra uomo e ambiente”.Mario Tomè è nato ad Agordo (Bl) nel 1980. Laureato in pittura presso l’accademia di Belle Arti di Venezia, vive e lavora a Belluno. Artista concettuale, utilizza numerosi mezzi espressivi: installazione, performance, video, fotografia, arrampicata.“I suoi lavori sono di natura concettuale e al contempo estremamente concreti, in quanto si generano a partire da elementi concreti che l’artista trova sul suo percorso biografico: per questo si potrebbe parlare di concretismo concettuale. Gli oggetti quotidiani che Tomè individua nel corso della sua vita sono al centro della sua riflessione. Si tratta di oggetti comuni, che forse alcune volte sono stati dimenticati, nella loro forma, nella loro funzione, nella loro estetica Tomè prende l’oggetto e lo snuda, tentando di liberarne il senso originario, primigenio”. (Gianluca D’Incà Levis) All'inaugurazione de I Bareloi, seguiranno, il 22 dicembre, l'inaugurazione della mostra Cima di Nicolò Degiorgis, presso la Magnifica Comunità di Cadore (Pieve di Cadore), e il 29 dicembre la mostra My Private Fog di Michael Fliri, presso il Museo Rimoldi di Cortina D'Ampezzo.

© il Notiziario di Cortina

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