ELEZIONI AMMINISTRATIVE: LE RICHIESTE DI CONFINDUSTRIA BELLUNO DOLOMITI AI FUTURI SINDACI

13 maggio 2014 at 13:57

Ecco le richieste di Confindustria  Belluno Dolomiti agli 81 candidati alla carica di sindaco dei 38 comuni bellunesi, che andranno al voto il 25 maggio:

-  Favorire la fusione dei Comuni,

- evitare ulteriori aggravi delle imposte locali,

- semplificare le procedure burocratiche per le aziende,

- gestire con coesione i progetti finanziati con i fondi strutturali, per la coesione e per le aree di confine (Brancher),

- abbandonare l’opposizione ideologia alla valorizzazione delle risorse idriche per la produzione di energia pulita.

«A pochi giorni dalle amministrative – afferma il presidente Gian Domenico Cappellaro – vogliamo chiedere ai candidati impegni precisi a favore dello sviluppo economico della nostra provincia e del rilancio di alcuni settori particolarmente in difficoltà come l’edilizia. Stiamo attraversando una fase delicata ed è perciò fondamentale, anche alla luce del vuoto politico che si è creato con il commissariamento della Provincia, che le amministrazioni locali svolgano un ruolo attivo per far ripartire crescita e lavoro».

Vediamo le richieste punto per punto:

FUSIONE DEI COMUNI - «Dopo gli esempi positivi di Quero e Vas e di Longarone e Castellavazzo – sostiene il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti – auspichiamo che anche altri Comuni seguano la stessa strada, perché è anche attraverso l’accorpamento dei piccoli municipi che si può realizzare una semplificazione della pubblica amministrazione, rendendo i servizi più efficienti e ottenendo risparmi che possono servire per ridurre le imposte locali». Ma per Cappellaro la riduzione del numero dei Comuni è funzionale anche a una migliore gestione della Provincia, ora che «purtroppo è diventata un ente di secondo grado». A questo proposito, il presidente degli industriali bellunesi invita i futuri sindaci a «non rinunciare alla battaglia per una Provincia elettiva e autonoma».

IMPOSTE LOCALI – Secondo una recente indagine della Cgia di Mestre, negli ultimi sedici anni, dal 1997 al 2013, le tasse locali sono cresciute del 200%, a fronte di un aumento del 35,9% di quelle nazionali, soprattutto a causa dei tagli ai trasferimenti. «L’introduzione dell’Ici, dell’Irap, delle addizionali comunali e regionali Irpef – dice Cappellaro – ha fatto impennare il gettito della tassazione locale. Da ultimo, la famigerata Iuc, che mette insieme Imu, Tasi e Tari, rischia di essere un’ulteriore stangata per le imprese, dopo quella subita con il passaggio da Ici a Imu, con un aggravio medio del 150%. Con la Tari aumenta la discrezionalità delle amministrazioni comunali e si obbligano le aziende a pagare per i rifiuti, che già smaltiscono a proprie spese: un paradosso che solo in un paese come il nostro si può verificare. Confidiamo pertanto che i futuri sindaci evitino un ulteriore incremento delle imposte locali».

SEMPLIFICAZIONE BUROCRATICA - «Ha ragione chi sostiene che la burocrazia è ormai una tassa occulta che costa ad ogni azienda diverse migliaia di euro all’anno e ne riduce così la competitività, –  dichiara Cappellaro. – Per questo mi auguro che i futuri sindaci si attivino per semplificare le procedure di competenza comunale, anche con semplici accorgimenti e iniziative coordinate che, a costo zero, potrebbero agevolare le attività produttive».

FONDI – Sulla gestione di fondi, da quelli per le aree di confine a quelli strutturali, Confindustria Belluno Dolomiti ha sempre insistito affinché servissero per interventi sistemici e strutturali, in grado di migliorare la competitività del territorio. «Sino ad oggi – osserva Cappellaro – ha spesso prevalso la logica dei progetti locali, come la sistemazione di un marciapiede o di una palestra. Vista le difficoltà economiche di molti Comuni, questo è un atteggiamento comprensibile. Adesso, però, sarebbe importante un cambio di mentalità e di prospettive».

RISORSE AMBIENTALI – «L’opposizione ideologica alla valorizzazione delle risorse del territorio per la produzione di energia pulita – conclude Cappellaro – rischia di precludere un’opportunità di sviluppo sostenibile del territorio, attivando investimenti e creando posti di lavoro. Noi non siamo favorevoli a prescindere a qualsiasi progetto: chiediamo perciò ai futuri sindaci di non lasciarsi condizionare, per mere ragioni di consenso, dalla minoranza rumorosa dell’ambientalismo ideologico. Solo attraverso il confronto e il dialogo costruttivo sarà possibile individuare le soluzioni migliori per le nostre comunità».

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