L’esempio del Parc Hotel Concordia durante il black out

10 gennaio 2014 at 08:24

Parc Hotel Concordia (Foto Feliciana Mariotti – www.ilnotiziariodicortina.com)

 

Il black out di Natale ha suscitato tante critiche, ma molti operatori del turismo non si sono persi d’animo e, in quei frangenti, hanno cercato di dare il meglio di sé, pensando, prima di tutto, agli ospiti di Cortina d’Ampezzo.

Santino Galbiati e Paola Saluzzi (Foto Feliciana Mariotti – www.ilnotiziariodicortina.com)

Un esempio? Il Parc Hotel  Concordia.

“Non capita tutti i giorni che avvenga un evento così eccezionale, però è, in tali momenti, che si rivelano le capacità e le risorse delle persone, soprattutto quando si vive di turismo – spiega il commendatore Santino Galbiati, patron dell’albergo – . Il cliente deve essere sempre accontentato, soprattutto quando si trova davanti a determinate problematiche. Eravamo preparati alle copiose nevicate, anche ai black out di un paio d’ore, ma non di due giornate, anche se l’albergo è dotato di generatore. Abbiamo pensato ai clienti e cercato di sopperire ai loro disagi”.

“Visto che l’hotel ha un generatore  - ci ha raccontato Michela Abis responsabile dell’albergo –  è stato deciso di accendere tutte le luce in sala durante i pasti, assicurando poi l’illuminazione nelle camere. Sono stati serviti  nel secondo giorno di black out, a pranzo, piatti caldi, e, alla sera, è stato studiato un particolare buffet. Lo chef Andrea Manca, insieme allo staff, ha preparato pietanze fredde a base di pesce (salmone, pesce spada, gamberetti), affettati, formaggi e tanta verdura.

Foto Michela Abis (www.ilnotiziariodicortina.com)

I clienti sono rimasti meravigliati del trattamento e ci hanno fatto i complimenti. Si sono sentiti coccolati.

Nonostante le difficoltà e gli ostacoli del black out,  l’intero staff dell’albergo ha cercato di venire incontro alle varie richieste della clientela”.

“L’elemento più importante in questo frangente – conclude Galbiati – è che il cliente non si senta abbandonato. Perché è più facile crogiolarsi davanti al problema senza agire, piuttosto che affrontare la realtà. E se l’ospite, che oltretutto paga e pretende,  percepisce la fragilità  momentanea è la volta buona che non viene più. E quel cliente è perso per sempre”. (f.m.)

 

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