Luca Zaia e le sue dichiarazioni sulle misure intraprese dal Governo per le Feste di Natale

3 dicembre 2020 at 15:03

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia durante la conferenza stampa di oggi ha anticipato il contenuto della bozza del DPCM, arrivato alle ore 2.30 di questa mattina. Questo nuovo DPCM, che verrà ratificato oggi dal Governo, stabilirà le regole a cui dovranno attenersi gli italiani nel periodo delle feste di Natale. Il Decreto legge approvato ieri dal governo, oltre a fissare la stretta sugli spostamenti tra Regioni e Comuni, costituisce la “cornice normativa” che permette a Conte di applicare nuove restrizioni che potranno restare in vigore fino a 50 giorni e usare una deroga al sistema della divisione nelle tre fasce di rischio.

“Considerando che prima di tutto viene la salute – ha esordito Zaia -, il Decreto legge 2 dicembre n.158 disegna la cornice delle misure sulle feste di Natale e in particolare delle limitazioni agli spostamenti”. Tale norma è stata pubblicata ieri notte nella Gazzetta Ufficiale ed è propedeutica all’emanazione del DPCM che verrà ratificato oggi e conterrà le regole del Natale 2020.

“In particolare  – ha continuato Zaia – il Decreto legge decide lo stop agli spostamenti tra Regioni (compresi quelli da o verso le Province autonome di Trento e Bolzano) dal 21 dicembre al 6 gennaio e vieta gli spostamenti tra Comuni il 25, il 26 dicembre e il primo gennaio e impedisce anche di spostarsi nelle seconde case; ad eccezione degli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.  Le persone potranno spostarsi prima del 21 dicembre e rientrare dopo il 6 gennaio”.

Il presidente della Regione Veneto ha espresso la speranza che il Governo riveda il punto in modo tale da consentire almeno i ricongiungimenti tra familiari nel periodo di Natale. Il paradosso generato dal decreto legge è che genitori e figli residenti in comuni adiacenti non potrebbero riunirsi nemmeno il 25 dicembre. La possibilità di visitare i parenti stretti potrebbe essere quindi inserita tra le “ragioni di necessità”. Nessuna indulgenza per gli impianti che rimarranno chiusi. Zaia ha ipotizzato la chiusura sino al 7 gennaio. Salta anche l’ipotesi di un coordinamento europeo per evitare la concorrenza sleale di altri Paesi: ognuno deciderà per sé. Rimarranno aperti gli alberghi. “Nel documento  – ha concluso Zaia – non vi è traccia di ristori per ristoranti, teatri, piscine e palestre etc”.

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