Accordo tra F.M. e il Comune per la palestra di roccia

14 febbraio 2013 at 11:58

Tra F.M. Fabbricazioni Metalliche s.r.l. di Cagliari e il Comune di Cortina è stato trovato un accordo, che permetterà di  finire i lavori della nuova palestra di roccia a Sopiazes. Il bando aveva un costo totale di 2 milioni 825 mila euro, di cui 2 milioni 735 euro soggetti a ribasso d’asta del 19% (600 mila euro). La ditta sarda si era aggiudicata di portare a termine il progetto con 600 mila euro in meno rispetto alla cifra prevista. Ora il comune di quei 600 mila euro dovrà rinunciare a 250 mila. «È un po’ la spada di Damocle che pesa su tutti gli appalti pubblici – ha affermato l’assessore ai Lavori Pubblici Adriano Verocai -. I Comuni sono costretti ad assegnare l’appalto alla ditta che si offre di eseguire il lavoro al prezzo più basso, poi saltano fuori i costi aggiuntivi oppure si rischia di veder impiegati materiali scadenti. Inoltre si sono verificati ritardi accumulati dalla ditta, la cui produttività si è rivelata decisamente al di sotto delle aspettative; è stata una prestazione deludente al punto che si è pensato di recedere il contratto causa inadempienza».

Martedì scorso la Giunta si è riunita per il componimento della vertenza, alla  ne sono state fatte due considerazioni di base. «La prima – ha detto Verocai – è stata che, se anche avessimo optato per la risoluzione del contratto, le inevitabili procedure burocratiche avrebbero sicuramente allungato i tempi, invece che accorciarli. L’accordo con la ditta è stato trovata al fine di realizzare l’opera quanto prima. Abbiamo pensato che l’interesse pubblico (l’opera è attesa dalla comunità degli alpinisti) fosse nell’avere la palestra pronta per l’uso. La seconda considerazione è partita dal fatto che i costi in più sono giustificati da lavori suppletivi, rivelatisi necessari ed effettivamente eseguiti. Il fatto è che si tratta di un’opera innovativa, che ha pochi precedenti di riferimento e con un interrato profondo 12 metri. Con tante incognite, i guai di cantiere sono dietro l’angolo così come gli aggiustamenti di rotta in corso d’opera cui gli ingegneri devono far fronte. Non sono cose da farci preoccupare, oltre un certo grado anche perché, ormai, le opere di calcestruzzo sono terminate ed erano quelle le più difficili e “imprevedibili” da gestire. Ora rimangono solo da apporre i prefabbricati i cui materiali sono già in fase di lavorazione e dai quali non ci si aspettano brutte sorprese quando, all’inizio della primavera, riprenderanno i lavori».

Feliciana Mariotti

 

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