ACCORDO TRA REGIONE VENETO E MEDICI/SANITARI PER UN PREMIO PER GLI SFORZI SOSTENUTI IN EMERGENZA

29 maggio 2020 at 05:57

Ieri è stato stipulato un accordo tra la Regione del Veneto e le dieci sigle sindacali della dirigenza medica, una sorta di premio al personale sanitario, impegnato nella lotta al Coronavirus e nella cura dei malati.

Sono molto soddisfatta di questo accordo che ha un significato ben diverso e superiore dal mero aspetto economico (si parla di risorse per 20 milioni 690mila euro ndr) - ha detto l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin – e che prevede anche precisi impegni della Regione sul fronte dell’indennità di rischio biologico, del confronto sulla riorganizzazione ospedaliera e territoriale per mantenere in atto tutti i servizi realizzati e attivati durante l’emergenza, della definizione di nuovi standard per il calcolo del fabbisogno di personale medico, sanitario e veterinario. Anche questa volta, alla fine, la squadra della sanità veneta ha saputo dimostrare compattezza e unità d’intenti.

Le parti hanno concordato di ripartire le risorse attraverso un criterio base: per l’80% in relazione al personale della dirigenza dell’Area Sanità in servizio al 31 marzo 2020 in ciascuna Ulss e per il 20% sulla base dell’incidenza dei ricoveri Covid per azienda registrati nel periodo 2 marzo – 4 maggio 2020. I 20 milioni 690mila euro verranno ripartiti, secondo criteri concordati, nelle seguenti 3 fasce professionali:

1° Fascia (riconoscimento fino a 2.000 euro): dirigenti medici e sanitari direttamente coinvolti in modo prevalente nell’assistenza di pazienti Covid, attività contraddistinta da massimo disagio lavorativo e/o organizzativo, massimo rischio biologico potenziale e continuità dell’incidenza dei criteri stessi (reparti, servizi o attività: Malattie infettive, Pneumologia, Terapie intensive e sub – intensive, reparti di Anestesia e Rianimazione, Pronti Soccorsi, SUEM, Geriatria e Medicina con attività prevalente Covid, eventuali reparti, servizi o attività diversamente descritti presenti a livello aziendale con prevalente attività Covid non ricomprese fra quelle sopra indicate, che comunque presentino in modo oggettivo i requisiti concordati.

2° Fascia (fino a 1.100 euro): dirigenti medici e sanitari impegnati in attività connesse all’emergenza Covid attraverso attività di supporto contraddistinte da medio disagio lavorativo e/o organizzativo, medio rischio biologico potenziale e continuità dell’incidenza dei criteri stessi nei reparti, servizi o attività di: Microbiologia, Laboratorio negli ospedali Covid, Radiologia, Servizi del dipartimento di prevenzione o del Distretto impegnati nella gestione dell’emergenza, Geriatria e Medicina senza prevalente attività Covid, Lungodegenza, Oncologia, ORL, Odontoiatria, Medicina d’urgenza, eventuali reparti, servizi o attività presenti a livello aziendale, non ricompresi fra quelli sopra indicati che comunque presentino in modo oggettivo i requisiti concordati.

3° Fascia (fino a 500 euro): dirigenti medici e sanitari impegnati in reparti, servizi o attività, contraddistinti da basso disagio lavorativo e/o organizzativo, basso/medio rischio biologico potenziale e continuità dell’incidenza dei criteri stessi, che nel periodo dell’emergenza hanno risposto a fabbisogni assistenziali non assicurabili in reparti Covid dedicati, riorganizzati al fine di assicurare assistenza specialistica ai pazienti Covid o presunti tali, nonché in attività e servizi che hanno subito notevoli cambiamenti organizzativi, logistici o dei percorsi assistenziali, al fine di assicurare il corretto svolgimento delle attività sanitarie dell’azienda. Le attività e i servizi rientranti in questa fascia saranno individuati in sede aziendale.

Il compenso dovrà essere erogato ai singoli dirigenti adibiti ai servizi e reparti nel periodo di emergenza Covid 19 al raggiungimento degli obiettivi nelle seguenti misure:

● il 100% degli importi pro capite fissati, qualora la presenza in servizio sia stata pari o superiore al 60% del numero dei giorni in cui si articola il progetto in relazione all’impegno lavorativo richiesto;

● il 70% degli importi pro capite fissati qualora la presenza in servizio sia stata inferiore al 60% e pari o superiore al 40% del numero dei giorni in cui si articola il progetto in relazione all’impegno lavorativo richiesto;

● il 40% degli importi procapite fissati qualora la presenza in servizio sia stata inferiore al 40% e pari o superiore al 20% del numero dei giorni in cui si articola il progetto in relazione all’impegno lavorativo richiesto.

Va riconosciuto come personale partecipante e presente a tutti gli effetti anche chi risultava in infortunio/malattia da Covid-19 o in quarantena con sorveglianza attiva.

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29 maggio 2020

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