DALL’11 MAGGIO HA RIAPERTO L’HOTEL VILLA ARGENTINA

26 maggio 2020 at 09:32

Particolare dell’Hotel Villa Argentina – Foto Feliciana Mariotti – www.ilnotiziariodicortina.com

Abbiamo appreso che, dopo il lockdown, il primo albergo a riaprire a Cortina d’Ampezzo è stato l’Hotel Villa Argentina a Pocol e siamo andati a curiosare come è stata realizzata e organizzata la nota struttura alberghiera. Ad accoglierci, indossando la mascherina, c’erano i proprietari Giovanni Menardi Sello e la mamma Nicoletta Gillarduzzi.

In ogni punto dell’albergo sono stati posizionati segnali informativi e strutture con gel igienizzanti; sul desk della portineria e del bar sono stati inseriti schermi protettivi in plexiglass per separare il receptionit o la cameriera dal cliente, nella sala colazione i tavoli sono stati distanziati secondo le normative. Diversi accorgimenti sono stati usati anche nelle camere.

Come vi siete mossi nel periodo del lockdown?

Giovanni Menardi Sello – www.ilnotiziariodicortina.com

Avevamo chiuso l’11 marzo non per Decreto, ma come hanno scelto il 95% degli alberghi italiani per mancanza di movimento turistico – racconta Giovanni Menardi -. Dopo una settimana dalla chiusura ci siamo confrontati, più passava il tempo più ci siamo documentati, leggendo i vari Decreti e siamo partiti seguendo il progetto della riapertura. 

Per un mese abbiamo lavorato, cogliendo tutte le informazioni da fonti ufficiali e le abbiamo adattate alle nostre esigenze, partendo dai punti di forza: le dimensioni della struttura e la lontananza dal centro del paese; quest’ultima caratteristica è sempre stata un elemento positivo che ha permesso di distinguerci. Abbiamo tenuto conto del distanziamento sociale da inserire nella nostra struttura con la possibilità di rimodulare gli spazi, di volta in volta, cercando di semplificare il lavoro.

Qual è stata la motivazione che vi ha spinto ad aprire l’11 maggio? 

Abbiamo avuto richieste importanti da parte di alcune aziende che stanno lavorando a Cortina d’Ampezzo e così ci siamo reinventati per dare la possibilità a chi doveva lavorare di continuare nella propria opera.

È stato un modo per offrire un importante servizio a chi sta costruendo l’impianto di risalita “Son dei Prade”, terminando il cantiere dei Mondiali, mettendo la Fibra e a coloro che stanno ristrutturando gli alberghi. Questa situazione ci sta forgiando e allenando per quando arriveranno i turisti, anche se la scorsa settimana abbiamo avuto già i primi ospiti veneti.

La portineria dell’Hotel Villa Argentina – Foto Feliciana Mariotti – www.ilnotiziariodicortina.com

Mancando il turismo internazionale che, con manifestazioni sportive, copriva tutto il mese, il movimento turistico dal 3 giugno sarà fermo, per non dire stagnante sino ai primi di luglio. I nostri clienti abituali stanno già confermando, contemplando anche l’opzione di aggiungere più giorni, scegliendo la montagna alle città d’arte e, naturalmente noi stiamo incrociando le dita, augurandoci che non vi siano ostacoli alla riapertura tra le Regioni, sperando in una certa flessibilità tra regioni e tra le località di confine. Siamo anche preparati a eventuali problemi che potranno costringere i nostri ospiti a rinunciare alle sospirate vacanze.

Come vi siete organizzati per le colazioni, i pranzi e le cene?

Abbiamo lavorato sugli spazi interni, ma abbiamo pensato anche ad altro. Lo spazio del soggiorno può essere rimodulato e può diventare una sala colazione per avere 90 coperti ben distanziati e ora stiamo valutando la possibilità di utilizzare lo spazio verde attorno al nostro albergo; una possibile soluzione per venire incontro alle esigenze dei clienti per colazioni, branch, pranzi o un aperitivo serale. L’ideale per un’ambiente naturale così bello, dove il distanziamento sociale non va visto come forzatura, ma come segno di libertà per avere momenti unici in mezzo alla natura.

La sala da pranzo – Foto Feliciana Mariotti – www.ilnotiziariodicortina.com

Parlando di sicurezza come vi siete orientati?

Con largo anticipo ci siamo concentrati su due punti fondamentali tutela e sicurezza dei 30 dipendenti e dei fornitori. Abbiamo integrato il Protocollo con prodotti obbligatori specifici per l’igienizzazione dei tavoli e utensili e la sanificazione degli ambienti in modo da tutelare i clienti.

Qualche difficoltà?

Rimanere concentrati sulle cose programmate senza lasciarsi condizionare da fattori esterni. Si lavora di più per avere tendenzialmente meno.  Cerchiamo di risolvere i problemi immediati, ma è anche importante proiettarsi sui 15 giorni successivi pensando alle esigenze dei clienti e dei dipendenti. Evitare gli assembramenti degli uni e degli altri; tenendo presente che il 90% dei dipendenti risiede nell’azienda. Lo stesso ragionamento che invita a evitare punti di incontro di più persone; un discorso che vale anche per i fornitori.

C’è un elemento positivo da non sottovalutare. Rispetto ai primi di marzo in cui ci trovavamo nel caos più totale, adesso clienti, dipendenti e fornitori sanno come devono comportarsi. Ora c’è la cultura della mascherina, del gel igienizzante e del distanziamento sociale e di tutte le norme che seguono…Tutte esperienze utili. Un’ottima prova in previsione della stagione estiva.

Feliciana Mariotti – www.ilnotiziariodicortina.com

26 maggio 2020

 

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