Warning: strpos() expects parameter 1 to be string, object given in /web/htdocs/www.ilnotiziariodicortina.com/home/wp-includes/functions.php on line 2961 Il Notiziario di Cortina – 65 ANNI FA LA CONQUISTA DEL K2, LA VETTA DEGLI ITALIANI

65 ANNI FA LA CONQUISTA DEL K2, LA VETTA DEGLI ITALIANI

30 luglio 2019 at 22:25

Il 31 luglio 1954, ben 65 anni fa, l’ampezzano Lino Lacedelli e Achille Compagnoni furono i primi due alpinisti a conquistare il K2. Da quella volta il monte appartenente alla catena dell’Himalaya, il secondo più alto del mondo dopo l’Everest, venne chiamato la montagna degli italiani. Il gruppo fu composto da 13 alpinisti italiani provenienti da diverse Regioni e 5 ricercatori, più numerosi portatori pakistani, che li aiutarono nel trasporto del materiale fino al campo base, e poi alcuni di loro anche nella salita sulla montagna. Gli scalatori furono: Achille Compagnoni, Lino Lacedelli, Walter Bonatti, Ugo Angelino, Erich Abram, Mario Fantin, Cirillo Floreanini, Pino Gallotti, Guido Pagani, Mario Puchoz, Ubaldo Rey, Gino Soldà e Sergio Viotto. Tra gli scienziati, oltre ad Ardito Desio, che organizzò la spedizione, ci furono Paolo Graziosi, Antonio Marussi, Bruno Zanettin e Francesco Lombardi. Per raggiungere gli 8.611 metri della vetta, fu scelta la via dello Sperone degli Abruzzi che sale sul versante sud est, e furono fatti 9 campi. A inizio giugno la spedizione era già cominciata e si lavorava sui primi ampi: il 21 giugno Mario Puchoz morì al campo 2 di polmonite fulminante (in realtà edema polmonare); venne seppellito nei pressi del campo base, in

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corrispondenza del Gilkey memorial. Gli alpinisti si alternarono sulla montagna nell’attrezzare la salita, fu quindi grazie al lavoro di squadra che alla fine, il 31 luglio 1954, Achille Compagnoni e Lino Lacedelli toccarono la vetta. Un contributo fondamentale e imprescindibile nel raggiungimento del successo fu dato da Walter Bonatti e Amir Mahdi che, per portare le bombole d’ossigeno necessarie alla salita in cima degli altri due, furono costretti a bivaccare nella notte tra il 30 e il 31 a circa 8.100 metri rischiando la vita. Il giorno successivo gli alpinisti rimasti al campo 7, a circa 7600 metri di quota, videro da lontano Lacedelli  e Compagnoni raggiungere la vetta. Qui gli italiani piantarono una piccozza con le bandiere italiana e pakistana.

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